7 febbraio 2009

Beni culturali: meno precari, più concorsi

«Nei beni culturali le cooperative hanno coperto, in questi anni, un vuoto lasciato dallo Stato, che ha la responsabilità di tutelare i Beni Culturali. Ma non c’è mai stato un vero sistema in Sardegna, e non si è mai riusciti ad uscire dall’incertezza, dal precariato. Non sarà più così. Nel nostro programma già nei prossimi due mesi, anche sterzando un po’ rispetto a come abbiamo proceduto sinora, è prevista l’istituzione dell’Agenzia regionale per i Beni Culturali. Stabilizzeremo i precari e faremo finalmente i concorsi pubblici per strutturare personale specializzato: archeologi, ricercatori, linguisti e le altre figure professionali necessarie. E soprattutto ci sarà un sistema, una modalità unica per gestire e valorizzare il nostro grande patrimonio». L’annuncio Renato Soru lo ha dato venerdì ad Isili, nella sala affollata del cinema, tra gli applausi dei tantissimi che abitano questa zona così ricca di testimonianze storiche e culturali.

Altro riferimento è stato per i Beni librari: «La Regione ha deciso di valorizzare la cultura e le biblioteche di pubblica lettura – ha detto Renato Soru – , abbiamo fatto in modo che aprissero dove non c’erano e ha fatto in modo che anche quelle piccole, quelle scolastiche, diventassero di pubblica lettura. Attraverso il sistema Sebina abbiamo fatto la catalogazione dei beni librari, abbiamo lavorato a quella degli archivi. Qui si intende la stabilizzazione di un servizio che la Regione reputa primario, dicendo basta ai contratti temporanei e stabilizzando chi ci lavora».

Presente in sala l’ex ministro Paolo De Castro, Renato Soru ha toccato anche l’argomento agricoltura, illustrando il Piano di Sviluppo Rurale e gli importanti investimenti che prevede sino al 2013, «ma per l’agricoltura, non per la burocrazia dell’agricoltura, soldi che restano in azienda e su cui l’azienda può contare». Importante anche il tema delle infrastrutture, della viabilità, particolarmente sentito in questo territorio, che «potrà contare sui nuovi collegamenti ferroviari, per raggiungere Cagliari in un’ora. Ancora, abbiamo già lavorato al catasto delle strade, che non esisteva, e questo ci ha permesso di rintracciare nuove possibilità di investimento sulle strade che avvicinino questo territorio alla montagna, proprio attraverso vie che davvero prima neanche sapevamo esistessero. E se anche le conosciamo, non è curata la segnaletica. Per questo la Regione ha investito 10 milioni di euro per la segnaletica verticale. È il Piano Regionale dei Trasporti, abbiamo già buttato solide basi e proseguiremo».