7 febbraio 2009

Una nuova autonomia per le regioni italiane

Approfondire i temi della legge sul federalismo fiscale alla luce della recente esperienza condotta in Sardegna dal governo di Renato Soru di ridefinizione dei rapporti della regione con lo Stato. Questo l’obiettivo dell’incontro «Autonomia è responsabilità. La Sardegna e il federalismo fiscale», che ho promosso venerdì 6 febbraio per proseguire l’impegno di una campagna elettorale che sia l’occasione di discutere in modo ampio e partecipato le questioni centrali dell’attività politica e istituzionale dei prossimi anni. Studiare i problemi e assumere impegni precisi, in prima persona.

Ne abbiamo discusso insieme a Francesco Sanna, senatore PD e, nella passata legislatura, consigliere regionale, Giorgio Macciotta, consigliere CNEL, e Francesco Boccia, deputato PD, tre protagonisti della discussione parlamentare e del dibattito pubblico oggi in corso sul federalismo in Italia e, nel 2006, del patto sulle entrate siglato tra la Sardegna e lo Stato.

Il Senato, ha ricordato Francesco Sanna, ha approvato con l’astensione del Partito Democratico la legge che introduce in Italia misure di compartecipazione delle Regioni alle entrate fiscali e di assunzione da parte loro dell’amministrazione del welfare territoriale. È una legge che, nei limiti di una legge-delega la cui applicazione è demandata all’azione legislativa del Governo, muove nella direzione inaugurata dalla riforma del titolo V della Costituzione e pone le basi per il miglioramento della PA – chiamata ad adeguarsi a livelli standard di spesa e di prestazioni – e per una significativa perequazione infrastrutturale e finanziaria fra le regioni italiane. Decisivi in questo senso sono stati gli emendamenti del PD accolti dalla maggioranza e, per la Sardegna, quello promosso dallo stesso Sanna che introduce il principio di insularità a garanzia della tutela delle specificità di questi territori.

Con l’accordo Stato-Regione del 2006 la Sardegna ha già ottenuto dallo Stato alcune delle prerogative previste dalla legge. A fronte della competenza esclusiva sulla sanità e sui trasporti, la Regione ha acquisito il diritto a maggiori compartecipazioni al gettito di tutti i tributi maturati nel territorio regionale, per un saldo positivo, tra cresciute entrate e uscite, di circa 1,8 miliardi di euro. La  retorica elettorale del centrodestra chiama “svendita” della Sardegna, ha accusato Giorgio Macciotta, una disponibilità enorme di risorse, ottenuta grazie alla determinazione dimostrata dal Governo regionale nel manifestare le ragioni della Sardegna e l’entità del suo credito con lo Stato.

Lo ha potuto testimoniare anche Francesco Boccia, direttore del dipartimento economico di Palazzo Chigi all’epoca della vertenza sulle entrate. Il deputato pugliese ha ribadito, inoltre, la posizione del PD sul federalismo. Riformare le istituzioni in senso autonomistico, migliorare e razionalizzare la PA. Fermi, però, nella difesa dei principi di universalità del welfare e di progressività del sistema fiscale. Mantenendo la persona al centro dell’interesse delle istituzioni. È un monito per tutti i cittadini a vigilare sulle iniziative di riforma del centrodestra, perché «non ci sono in Italia ragioni etniche, linguistiche o religiose che giustifichino un assetto istituzionale federale. E non si federalizza mai per ragioni economiche. Il mio timore è che l’iniziativa della maggioranza in Parlamento nasca per ragioni di questo tipo».

Guarda il video dell’iniziativa.