21 dicembre 2011

Tirocini per operai, inservienti e camerieri in Sardegna

Poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo «La Regione Sardegna promuove stage-vergogna: 10 milioni di euro per tirocini di 6 mesi come inservienti, operai, camerieri. E perfino braccianti agricoli», venerdì 16 dicembre, il consigliere regionale Marco Meloni (PD) ha scritto alla Repubblica degli Stagisti: «Preparerò e presenterò al più presto un’interrogazione su questo tema». Ed è stato di parola: «Ci sto lavorando: la sovrapposizione di normative nazionali, bandi e linee guida è un ginepraio. Quel che è certo è che la Regione sta promuovendo dei tirocini che non sono né formativi né di inserimento». L’interrogazione verrà presentate al presidente della Giunta regionale e all’assessore al Lavoro della Regione Sardegna entro la fine della settimana, forse già domani.

Una delle prime problematiche saltate all’occhio di Meloni rispetto ai tirocini formativi del progetto Voucher TFO 2011 è quella che siano aperti solo a persone maggiori di 26 anni e di 30 anni se laureati: «Questa  decisione dell’amministrazione regionale ci lascia perplessi. Si incentiva l’utilizzo dello stage per la formazione non di soggetti giovani, quelli ovviamente più bisognosi di addestramento e pratica,  bensì di  persone già in età adulta, per le quali il tirocinio rischia di essere inutile. Anzi, peggio: di costituire una sterile ripetizione di esperienze lavorative già vissute in precedenza».

Qualcuno dice che la scelta dell’età minima è stata fatta per non sovrapporre l’iniziativa Voucher TFO 2011 a un’altra iniziativa analoga promossa dalla Regione Sardegna, denominata PIP e destinata ai più giovani. «Ma la spiegazione non è convincente, anche perché le due misure hanno “regole del gioco diverse”, e il TFO essendo completamente gratuito per le imprese finisce per essere un concorrente sleale del PIP – dove invece l’impresa è chiamata, più correttamente a mio avviso, a compartecipare allla retribuzione facendo fifty-fifty con il contributo pubblico».

stageMa anche lasciando perdere la «discutibile scelta anagrafica», e accettando parzialmente la logica del “due misure diverse e alternative per due fasce d’età diverse”, Meloni focalizza «l’aspetto più grave della vicenda»: cioè il fatto che «i tirocini sono per la stragrande maggioranza per mansioni di basso profilo, in settori commerciali e d’impresa nei quali la formazione necessaria è molto veloce». I famosi stage di 6 mesi per imparare a fare gli inservienti in cucina, gli addetti all’autolavaggio o alla pompa di benzina, i cassieri al supermercato, i commessi in negozio. Addirittura i braccianti agricoli e le stiratrici. I timori di Meloni sono dunque concentrati sulla «qualità formativa inesistente» e sulla incapacità dell’agenzia regionale per il lavoro di effettuare un controllo sugli annunci «col risultato che su un sito ufficiale della Regione appaiono al momento annunci con profili di illegalità: ne abbiamo individuati non pochi destinati a persone di un solo genere, o al di sotto di una certa età». E poi sulla probabilità che alcune imprese finiscano per prendere più tirocinanti di quanto la legge consenta, violando la proporzione numerica stagisti/dipendenti, e sulla opacità delle procedure di follow-up del progetto: «Il rischio più grosso» riflette Meloni «è che questo progetto abbia l’unico esito di fornire manodopera gratuita a centinaia di imprese, che potranno giovarsi dell’apporto di personale per ben 6 mesi senza doverli pagare e senza essere vincolate ad assumerne nemmeno una parte. I tirocinanti-lavoratori si troverebbero, da parte loro, a ricevere un compenso pari a meno della metà di quanto previsto dai contratti nazionali di lavoro».

Il consigliere è anche perplesso rispetto a una modifica che le “regole del gioco” del bando TFO 2011 hanno subito in itinere: mentre nella prima delibera, del 1° giugno, si diceva che la partecipazione sarebbe stata aperta «esclusivamente a soggetti disoccupati o inoccupati che non abbiano avuto alcuna esperienza di lavoro o con qualsiasi altro strumento di inserimento lavorativo presso l’azienda in cui intendono svolgere il tirocinio», nella seconda delibera datata 13 ottobre il divieto è stato inspiegabilmente ammorbidito: «Per usufruire del voucher i tirocinanti non devono aver avuto una esperienza lavorativa superiore a tre mesi presso l’azienda in cui intendono svolgere il tirocinio al momento della pubblicazione dell’avviso pubblico». «Di fatto in questo modo si permette alle aziende di prendere in stage persone che già hanno avuto come stagisti o addirittura come dipendenti precedentemente» conclude preoccupato Meloni. Si vedrà cosa risponderà la giunta regionale della Sardegna all’interrogazione.