31 luglio 2012

Tasse universitarie: maxiemendamento deludente, Pd limita i danni. Le università non dispongano aumenti.

marco meloni

“Le modifiche introdotte dal governo nel maxiemendamento sulle tasse universitarie sono deludenti.”. Lo dichiara Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca del Partito Democratico, in una nota pubblicata su internet.

“Su un tema così delicato nel rapporto tra le istituzioni e il futuro dei giovani, per l’uguaglianza tra i cittadini, per le stesse opportunità di crescita del Paese, riteniamo fosse opportuno un dibattito aperto e trasparente, piuttosto che un intervento di questa natura. Rispetto alla norma del Decreto-legge, che autorizzava gli atenei a raddoppiare le tasse per gli studenti in corso e a incrementarle senza alcun limite per quelli fuori corso, il PD ha promosso nella Commissione Bilancio del Senato l’approvazione di un emendamento che migliorava sostanzialmente l’intervento. Infatti si escludeva per gli studenti in corso qualsiasi aumento delle tasse, e si disciplinava, con tetti e criteri legati al reddito e al ritardo negli studi, la facoltà degli atenei di incrementare le tasse agli studenti fuoricorso, limitando comunque quest’ultimo a un massimo del 25% per i redditi familiari entro i 90.000 euro, giungendo al raddoppio solo per i redditi superiori ai 150.000 euro, escludendo dagli incrementi gli studenti lavoratori e destinando tutti questi incrementi a borse di studio per gli studenti meno abbienti e al welfare studentesco. Solo la forte pressione del PD ha poi evitato che nel maxiemendamento si reintroducesse la possibilità di innalzare la tassazione a tutti gli studenti in corso, che è stata così esclusa sotto la soglia ISEE dei 40.000 euro (nella quale rientra un’ampia maggioranza degli iscritti all’università); inoltre rimangono le norme migliorative rispetto al testo di partenza sui fuori corso. Dopo aver ricordato i dati che vedono l’Italia tra i Paesi UE in cui le tasse universitarie sono più alte e le borse di studio sono meno numerose, Meloni afferma: “specie nelle attuali condizioni del Paese, aumentare le tasse universitarie è profondamente sbagliato: per questo nell’immediato auspichiamo che i rettori e gli organi di governo delle università assumano l’impegno a non aumentare le tasse”, per concludere sostenendo che “sulla contribuzione studentescaè urgente un intervento complessivo fondato su parametri di vera equità, sul contenimento della tassazione per i meno abbienti e un forte aumento delle borse di studio. Orientamento, didattica, diritto allo studio e welfare studentesco sono gli strumenti per aumentare il numero degli studenti universitari e favorire una rapida conclusione degli studi”.

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