3 agosto 2012

Contro la crisi più Europa

mani europa

Oggi come non mai, “o si fa l’Europa o si muore”. L’incubo di una crisi senza fine non è solo l’occasione (forzata) per affrontare i problemi strutturali del nostro paese, incancreniti terribilmente negli ultimi vent’anni, ma ci pone di fronte alla sola via d’uscita: la costruzione dell’Europa unita. L’urgenza della scelta può far compiere al processo di integrazione il balzo decisivo, e far entrare in campo il soggetto centrale per una trasformazione così radicale: i cittadini. Queste riflessioni sono alla base della conferenza Italia110 tenuta a Bruxelles qualche mese fa, diventata ora un e-book disponibile sui siti del Pd e de l’Unità. Abbiamo dialogato con studenti, ricercatori, centri studi e think-tank; l’abbiamo fatto a Bruxelles per affermare anche simbolicamente che non esiste più l’aut aut tra politica nazionale e “circoscrizione estera”: la circoscrizione è la stessa, si chiama Europa.

Per costruire davvero questa circoscrizione Europa dobbiamo agire su due fronti. Anzitutto dare un senso al progetto di unificazione politica: oltre il “messianismo politico” del dopoguerra (Weiler) e dopo anni di “ce lo chiede l’Europa”, dobbiamo riscoprire l’Europa unita come missione delle nuove generazioni. Una svolta concreta passa per un rapido rafforzamento della competenza comunitaria sulle questioni economiche e in molte politiche di settore, e necessita di risorse adeguate nel bilancio comunitario (un obiettivo ambizioso: passare dall’1% al 10% in 5 anni). Il trasferimento di sovranità alle istituzioni europee non può avvenire senza meccanismi effettivamente democratici (le idee sono tante e note, dall’elezione diretta dei vertici esecutivi a due Camere che rappresentino cittadini e Stati membri, serve la forza di realizzarle).

Una democrazia rappresentativa europea vivrà solo se – pur con le differenze nazionali e linguistiche – la sua cittadinanza passerà da costrutto giuridico a fatto storico: “faremo l’Europa solo facendo gli Europei”.

Ecco il secondo tema dell’ebook: costruire uno spazio pubblico europeo a partire dall’istruzione e dalla mobilità. I cittadini europei, infatti, possono diventare effettivamente tali soprattutto se vivono normalmente, nella loro esperienza di vita, la possibilità di studiare all’estero. L’Italia, al di là del suo europeismo romantico sempre più disilluso, è drammaticamente indietro. Celebriamo la “generazione Erasmus”, ma nel 2009-10 in Italia sono stati appena 21.000 studenti ad esserne coinvolti, uno su cento. E la frequenza è la metà al Mezzogiorno rispetto al Nord. L’esigenza fondamentale, allora, è lavorare per una maggiore mobilità, per accogliere studenti e ricercatori in maniera semplice. Fare gli Europei significa abolire le norme che lo impediscono; portare tutti gli studenti italiani a fare dal liceo fino alla fine dell’università o del dottorato almeno un periodo di esperienza e ricerca all’estero; organizzare corsi universitari in inglese, per facilitare una vera circolazione dei cervelli, non perché si vuole abbandonare la lingua di Dante. A questo tema abbiamo rivolto una serie di proposte operative, nate proprio dalla discussione di Bruxelles. Da prendere con un caveat: le leggi sono necessarie, ma non sufficienti, il vero rilancio parte dalla prospettiva politica e dalla cultura che si afferma nel Paese.

Volevamo costruire, vent’anni fa, il posto più bello dove vivere al mondo, uno spazio di crescita, competitività e coesione, la casa comune del welfare, dell’istruzione e dello sviluppo. Che ne è del sogno europeo? La crisi ci insegna che anche i sogni sono fatti di risvegli, in cui, a un certo punto, qualcuno si deve chiedere che fare perché un “sogno possibile” si realizzi. Chi paga il conto dei sogni? Non è solo una questione di risorse, quanto di equità e merito, perché la nostra società bloccata impedisce ai giovani di pensare di poter valere per le loro capacità. Abbiamo davanti a noi, quindi, non l’inevitabilità di uno smantellamento, ma la vera alternativa: la sfida di crescere a un livello che ci consenta di rilanciare il modello sociale europeo. Sovranità europea, istituzioni democratiche, ripresa economica: ecco i grandi temi su cui costruire l’agenda di lavoro dei democratici e dei socialisti europei.
Marco Meloni

L’ebook “Qui o si fa l’Europa o si muore” è scaricabile gratuitamente da www.italia110.it.