18 gennaio 2013

Elezioni, per voto a studenti ERASMUS chiediamo decreto alla Cancellieri

Protesta sul voto negato per gli studenti Erasmus

E’ un grave errore che gli studenti Erasmus siano esclusi dal voto all’estero. Per questo il Partito Democratico chiede al Ministro degli Interni Cancellieri che il governo emani con urgenza un nuovo decreto che comprenda anche gli studenti tra i “cittadini temporaneamente all’estero. Conosciamo l’obiezione secondo la quale ciò non sarebbe possibile in quanto le sedi diplomatiche e consolari all’estero non avrebbero il tempo materiale di comunicare ai comuni di residenza la temporanea sospensione dagli albi elettorali della città di residenza in Italia, al fine di impedire il doppio voto. È una condizione che si verifica anche per le elezioni europee, in cui tutti i cittadini possono scegliere tra il voto in Italia o in uno degli altri 26 Stati europei. Per le elezioni del 24 e 25 febbraio chiediamo che sia consentito agli Erasmus di votare e che si prevedano sanzioni molto severe per chi, a seguito di un controllo sistematico ex post, eventualmente votasse due volte. L’Italia è già in straordinario ritardo rispetto al resto dell’UE in termini di numero di studenti Erasmus, visto che solo l’1% dei nostri studenti svolge un periodo di studio all’estero durante l’università: sono la metà della media europea, e nel Mezzogiorno sono la metà che al Nord. Privare di voto gli studenti Erasmus sarebbe un pessimo segnale nei confronti di una generazione che vota per la prima volta e che contribuisce a fare dell’Italia un Paese più europeo. L’astensionismo deve essere combattuto, non favorito per colpa della burocrazia”. Lo affermano Maria Chiara Carrozza, rettore uscente della Scuola Superiore Sant’Anna e capolista del Pd in Toscana, la deputata Laura Garavini, capolista nella circoscrizione Europa, e Marco Meloni, responsabile Riforma dello Stato e Università e ricerca della segreteria del Partito Democratico, candidato alla Camera.

Commenti

  1. @Golia scrive:

    le regole fatte per negare i diritti