20 gennaio 2013

Competenti e incapaci, cambiamento e foresta pietrificata

mario monti
 
Mario Monti in un’intervista al Corriere della Sera, dichiara che è necessario «togliere l’Italia dalle mani degli incapaci». Mi auguro si riferisca a chi l’ha portata alle soglie del baratro, ovvero ai governi Berlusconi. Perché sarebbe inverosimile assimilare i governi dell’Ulivo e del centrosinistra, che hanno risanato la finanza pubblica, portato l’Italia nell’Euro, avviato importanti riforme, ad esempio per aprire il mercato alla concorrenza (energia, gas, assicurazioni), tutelare i consumatori con le liberalizzazioni, modernizzare il sistema dell’istruzione e il mercato del lavoro, con i governi che hanno generato sprechi e corruzione, aumentando tasse e debito. Da un lato personalità del calibro di Ciampi, Napolitano, Prodi, Andreatta, Luigi Berlinguer, Bersani, Treu; dall’altro Scajola, La Russa, Tremonti, Maroni, Bossi, Gelmini e Sacconi. E adesso: da un lato una proposta di cambiamento profondo e radicale, un candidato premier, Bersani, scelto direttamente dagli elettori delle primarie, gruppi parlamentari fortemente rinnovati, con molti giovani e il 40% di donne; dall’altro una foresta pietrificata guidata, esattamente come 19 anni fa, dall’anziano patriarca che non vuole rassegnarsi al suo autunno.

Commenti

  1. Certo che mettere a confonto i nomi fa rabbrividire… Non si salva nessuno ne da una parte ne dall’altra.
    L’unico è Bersani che si salva