24 gennaio 2013

Università e ricerca più forti con l’Europa

Bandiere UE

Bandiere UEPer avere forza, università e ricerca devono avere un respiro europeo: per questo il Partito Democratico si prepara a un viaggio in quattro tappe per incontrare gli italiani che studiano, insegnano e lavorano in Belgio, Francia, Inghilterra, Germania.

“Quattro incontri che saranno l’occasione per incontrare i ricercatori e i professionisti che da anni si sono trasferiti all’estero e che tanto possono dare all’Italia in termini di idee e promozione del nostro paese. Ma questi incontri vogliono anche essere un’opportunità per incontrare gli erasmus, gli stagisti o i precari che sono stati esclusi dal voto all’estero per una mancanza di coraggio del governo e per colpa di leggi che non concepiscono la mobilità, ma solo l’emigrazione permanente. Il nostro obiettivo per la prossima legislatura non solo sui temi dell’università e della ricerca è mantenere un contatto non episodico ma continuo tra chi lavorerà a Roma e chi vive ogni giorno il confronto tra l’Italia e gli altri paesi europei” dichiarano Maria Chiara Carrozza, rettrice uscente del Sant’Anna di Pisa e presidente del Forum PD per l’Università e la Ricerca e capolista in Toscana e Marco Meloni, responsabile PD per l’Università e la ricerca e candidato alla Camera insieme alla capolista alla Camera nella circoscrizione Europa e deputata uscente Laura Garavini e ai candidati alla Camera Andrea Biondi di Londra e Francesco Cerasani di Bruxelles e al candidato al Senato nella circoscrizione Europa Elio Carozza di Bruxelles.
Si comincia il 29 gennaio nel cuore di Parigi con la comunità italiana nella capitale francese. Il giorno successivo, 30 gennaio, a Bruxelles al Parlamento Europeo Maria Chiara Carrozza e Marco Meloni incontreranno i ricercatori e gli uffici della ricerca dell’Unione. In serata incontro oltre Manica con la comunità londinese. Ultima tappa il 6 febbraio a Monaco di Baviera, sede dell’European Patent Office.
ll Partito Democratico crede che istruzione e ricerca siano l’investimento chiave per uscire dalla crisi e la base essenziale della competitività e dello sviluppo del nostro Paese. In questi anni abbiamo assistito a un forte disinvestimento (-5.4% nella composizione della spesa pubblica dal 1990 al 2009) in istruzione e ricerca. Il Partito Democratico vuole imporre un rapido cambio di rotta, anche dopo mesi di governo tecnico piuttosto inefficace sul tema. Gli italiani all’estero da anni contribuiscono alla formulazione delle politiche del PD: ricordiamo la legge Controesodo, approvata nel 2010 ma costruita con un percorso di scambio e confronto in molte città europee o la puntata di Italia110 a Bruxelles un anno fa che ha posto le basi delle proposte del PD su mobilità e circolazione dei cervelli.
All’estero l’Italia ha un serbatoio di idee e potenzialità che non possiamo sprecare. Il PD riparte da qui per un’azione di governo efficace e davvero europea.
Le varie tappe saranno raccontate su twitter con #Europapertutti.