10 aprile 2014

«Ma ora si può arrivare davvero a Strasburgo»

Parlamento-Europeo-esterno

Parlamento-Europeo-esternoLa premessa: «Ho votato anch’io a favore dell’emendamento bocciato martedì». La convinzione: «Se fosse passato, la circoscrizione sarda non avrebbe fatto in tempo a prendere vita per il voto di maggio. Serviva un altro passaggio al Senato». Marco Meloni, deputato del Pd, vede nel «parere favorevole» del governo all’ordine del giorno (firmato col collega Francesco Sanna) «l’unica strada per portare i sardi a Strasburgo».
È così sicuro?
«Dipende tutto dall’interpretazione di una norma. Col sostegno del Consiglio di Stato».
Quale norma?
«Fissa i parametri per i seggi. Alle ultime elezioni sono stati assegnati in base al numero dei votanti: la circoscrizione Sicilia-Sardegna ne ha presi sei. Ora il Governo si è impegnato a conteggiare tutta la popolazione. Diventerebbero otto».
Diventerebbero?
«Diventeranno, c’è l’impegno politico».
La Sicilia resta sempre troppo forte.
«Non può finire 8 a 0. Ma i sardi devono andare a votare e puntare su candidati di bandiera».
Perché il Pd nazionale ha bocciato le aspirazioni sarde?
«Nessun torto all’Isola, c’era la linea rigida che prevedeva un voto senza modifiche dopo il sì del Senato. Si dovevano tutelare le preferenze di genere».
Ma i democratici sardi sono stati lasciati soli.
«Abbiamo votato secondo convinzione, per dare forza a una rivendicazione che diventerà presto realtà».

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