23 maggio 2014

«Ma ora serve un piano sanitario»

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I sindacati: grande opportunità se non pesa sui centri esistenti – Cicu: «Sistema sardo sull’orlo del tracollo». Soru: «Affossato dal centrodestra»

«Una struttura di eccellenza in un territorio penalizzato», sottolinea il segretario generale Cgil Michele Carrus , «è un’opportunità per l’Isola, ma va inserita nel nuovo piano regionale, su cui chiediamo l’avvio di un confronto per riorganizzare la rete ospedaliera e i servizi territoriali». Oriana Putzolu , numero uno Cisl, ritiene che l’investimento debba essere «aggiuntivo a un sistema sanitario che assicuri un minimo di risposte ai bisogni dei sardi, oltre che sostenuto, rivalutato e riorganizzato nel complesso». L’auspicio di Francesca Ticca , leader della Uil, è che «l’apertura di questa nuova struttura non pesi sui bilanci della Regione e i presidi sanitari esistenti siano salvaguardati».

Tra i consiglieri regionali prevale la fiducia. «Sono molto soddisfatto per questo accordo, che assume grande importanza per accrescere l’offerta sanitaria nel territorio gallurese», dichiara il gallurese Giuseppe Meloni (Pd): «Il San Raffaele non dovrà essere in contrapposizione con altre strutture pubbliche o private». Per Alessandra Zedda (Forza Italia) la Sardegna necessita di eccellenze: «Credo che un presidio sanitario del genere possa attrarre altri investimenti. Non penso che crei difficoltà ai piccoli ospedali».
Efisio Arbau (Sardegna Vera) attende di vedere i dettagli della proposta, ma spera che «si porti avanti un protocollo ritenuto strategico anche dal presidente del Consiglio. Come Sardegna Vera ci impegneremo affinché tutto vada per il meglio».

L’europarlamentare dell’Italia dei Valori, Giommaria Uggias , esprime «una valutazione positiva sull’investimento significativo e sui riflessi positivi che avrà sulla sanità sarda, oltre alle ricadute positive sulla Gallura e sull’intero territorio dell’Isola».
Non sono mancate alcune reazioni polemiche. L’ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci precisa che «l’accordo siglato oggi dà attuazione al Memorandum of understanding siglato dalla nostra Giunta a dicembre e premia un impegno durato tre anni. Spiace che Renzi, forse distratto dal clima di perenne campagna elettorale, abbia dimenticato di riconoscere l’opera svolta dalla Regione, che per prima ha creduto in questa operazione», e aggiunge che si tratta «di un risultato importante per la Sardegna sul quale il presidente Renzi sta solo mettendo il cappello».

Più o meno sulla stessa linea di pensiero anche il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis : «La paternità di questa vittoria è tutta della Giunta e della maggioranza di centrodestra della precedente legislatura, che ha perseverato fino al risultato finale». Il deputato del Pd Marco Meloni sottolinea che «ora la Sardegna verrà scelta come hub europeo delle attività di un fondo sovrano che gioca un ruolo di primo piano a livello globale nell’economia della conoscenza». È «un esempio molto positivo di continuità istituzionale col governo di Enrico Letta». Il maddalenino Gianluca Lioni , componente della direzione nazionale del Pd, parla di «segnale importante per la Gallura e l’intera Sardegna».

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonello Peru , chiede ironicamente dove siano «finiti i signori del centrosinistra che fino a poche settimane fa ci accusavano di portare il turbante e di svendere la nostra terra?». Gigi Rubiu , consigliere dell’Udc attacca: «Non siamo ancora riusciti a fare un piano unico regionale sulla sanità, ma serviamo su un piatto d’argento una struttura come il San Raffaele a persone che non hanno nulla a che vedere con la nostra cultura».

Non risparmia una frecciata a Renzi e a Pigliaru l’euro-candidato di Forza Italia, Salvatore Cicu . A loro due ricorda che «la sanità sarda è sull’orlo del tracollo da quando, per infelice intuizione del loro compagno di partito Renato Soru, allora presidente, la nostra Regione decise di accollarsi gli oneri della sanità pubblica rinunciando alle contribuzioni statali. Renzi e Pigliaru recitano il ruolo delle mosche cocchiere, cercando di attribuirsi meriti che a loro non appartengono». Non si è fatta attendere la replica di Renato Soru , anche lui in corsa (col Pd) per il voto di domenica: «Cicu ripete le cose come un disco rotto, senza avere la minima idea di come funzionano i trasferimenti statali per la sanità». E «forse dimentica che noi abbiamo lasciato la sanità con un disavanzo minimo di 60 milioni. Il centrodestra l’ha fatto precipitare a 500». La frecciata finale è proprio sul San Raffaele: «L’hanno trovato costruito e in cinque anni sono stati capaci solo di abbandonarlo».
Eleonora Bullegas