11 giugno 2014

Scontro sulle Province

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di Matteo Sau, L’Unione Sarda dell’ 11 giugno 2014

Il Pd si divide sulla proposta dell’assessore Erriu – I Riformatori e Forza Italia: tradita la volontà popolare

La discussione sulla riforma degli Enti locali riaccende la polemica, vecchia di due anni, sul futuro delle province cancellate con il referendum del 2012. Sotto accusa il Partito democratico e l’assessore regionale, Cristiano Erriu bersaglio di attacchi e critiche da parte del centrodestra ma anche, seppure molto più morbide, da parte del deputato del Pd, Marco Meloni e del consigliere regionale di Sel, Francesco Agus. Insomma l’ipotesi emersa durante la direzione regionale del Pd non piace sia nel metodo che nel merito.

LA PROPOSTA Lo schema ipotizzato dai democratici prevede tre province (Sassari, Nuoro e Oristano) e un’area metropolitana che coincide con il territorio dell’attuale provincia di Cagliari. Una soluzione obbligata perché «sino a quando non sarà approvata la modifica costituzionale in Parlamento noi non possiamo superare il livello del governo provinciale», spiega l’assessore. Erriu ricorda che «chi vuole cancellare le quattro province storiche non sa che possono essere soppresse solo dopo che sarà modificato il Titolo V della Costituzione. Non si può fare una legge regionale». Infatti, l’unica possibilità dell’assemblea sarda è «trasformare le Province storiche, come è nel nostro progetto, in enti di secondo livello, eletti dai Consigli comunali, a costo zero».

LE PERPLESSITÀ Il deputato del Pd, Marco Meloni solleva qualche perplessità sul processo e chiede maggiore coraggio alla Giunta e al partito: «Un intervento-tampone, che si limiti a fotografare l’esistente e individui provvisoriamente l’articolazione dei territori della Sardegna intorno alle quattro province storiche, non sia la soluzione migliore». A Meloni non piace l’approccio perché «non terrebbe conto delle aggregazioni tra i territori della Sardegna che si sono consolidate in questi anni, sia in termini di organizzazione condivisa delle funzioni, sia come espressione della rappresentanza democratica nel Consiglio regionale». Francesco Agus, presidente della commissione Riforme del Consiglio, preferisce aspettare le carte ma «se queste fossero le premesse la proposta mi troverebbe in netto disaccordo». Un problema riguarda l’ampio territorio occupato dalla Città metropolitana di Cagliari che «non ha nessun senso pratico e non porta risparmio».

LE CRITICHE Il centrodestra insorge e critica l’atteggiamento del Pd. Arrivano da Forza Italia le prime bordate perché «se il Partito democratico pensa che una riunione dei suoi quadri possa decidere al posto dell’intera comunità sarda si sbaglia di grosso», sottolinea Ugo Cappellacci. L’ex presidente della Regione condanna anche l’atteggiamento del Parlamento che «ha frenato sul percorso di abolizione». Sempre da Forza Italia arriva il commento di Pietro Pittalis che chiede all’assessore Erriu di «risparmiarci indebite lezioni e a dimostrare con la pratica quali siano le reali intenzioni della Giunta». Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale ricorda che nella precedente legislatura «abbiamo presentato una proposta per accelerare il passaggio di modifica costituzionale». I Riformatori definiscono il presidente della Regione, Francesco Pigliaru e l’assessore Erriu «traditori della volontà popolare».

Matteo Sau