11 febbraio 2015

Riforma della Costituzione: dalla Camera parole chiare su diritto allo studio universitario

Intervento alla Camera dei deputati, seduta n. 374 del 10 febbraio 2015

Il dibattito di ieri alla Camera ha fissato finalmente in modo chiaro la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni sul diritto allo studio universitario, e pone dunque le basi per la sua attuazione.

Finora, infatti, uno dei più importanti tra i diritti sanciti dalla Carta fondamentale – tanto che il presidente Mattarella, nel suo discorso di insediamento, lo ha considerato al primo posto tra quelli che realizzano ‘l’attuazione della Costituzione’ – è rimasto sostanzialmente inattuato. Lo dimostrano i dati sugli studenti che fruiscono di borse di studio (il 7% del totale, sono il 30% in Germania) o lo scandalo degli “idonei non beneficiari” di borse (il 20% del totale degli aventi diritto, con punte del 40 o addirittura del 70% in alcune regioni).

L’intervento del relatore Fiano nel dibattito di ieri, che ha ripreso le convergenti sollecitazioni avanzate dal Partito Democratico e da altri gruppi parlamentari, ha chiarito l’intenzione del legislatore e consentirà di interpretare il riparto delle competenze sul diritto allo studio: alla competenza regionale è assegnata la sola “promozione” del diritto allo studio universitario; di conseguenza è affidata allo Stato, nell’ambito della sua competenza piena sull’istruzione universitaria, quella sugli altri aspetti costitutivi del diritto allo studio universitario, dalla definizione dei principi e delle regole di organizzazione del sistema, all’assegnazione di borse, assegni e altre provvidenze. L’auspicio è che ora il governo e le Regioni intervengano rapidamente per modificare l’attuale impianto legislativo e renderlo adeguato, anche in termini di dotazione finanziaria, alle necessità di attuazione dei principi sanciti dall’art. 34 della Costituzione

Per leggere Il testo completo e vedere il video del mio intervento alla Camera:

Testo dell’intervento

Video dell’ intervento