5 maggio 2015

Il mio NO alla legge elettorale

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Dichiarazione di voto alla Camera dei Deputati

Intervengo per dichiarare il mio voto contrario alla legge elettorale. È una decisione molto difficile, come è stata quella di non votare la fiducia, ma inevitabile, visti i suoi contenuti e i metodi imposti dal capo del governo perla sua approvazione.

Il Porcellum, con le famigerate liste bloccate, fu approvato non da una generica “classe politica”, come talvolta si sente dire, ma dalla destra di Berlusconi, a colpi di maggioranza. Fu poi la Corte costituzionale a giudicarlo illegittimo, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente i parlamentari.

Ora la legge di cui il presidente del Consiglio pretende l’approvazione sottrae nuovamente questo potere ai cittadini per riconsegnarlo – per la maggior parte dei deputati – ai capi dei partiti.

Una legge, dunque, che mantiene lo stesso impianto del Porcellum – proporzionale più premio di maggioranza, con i correttivi rivolti a evitare censure di incostituzionalità, vedremo se si riveleranno adeguati – e che non consente di ricostituire il rapporto elettore/eletto.

Dopo il Porcellum, che ha scavato un fossato tra cittadini e Parlamento, è necessario riconsegnare totalmente ai primi la scelta dei propri rappresentanti. Sarebbe stato possibile farlo, senza intaccare la capacità della legge di produrre un governo stabile. Sarebbe possibile persino ora, con una legge che disciplini le primarie per i capilista. L’abbiamo proposta con numerosi colleghi del Pd: dal governo finora nessuna risposta. La attendiamo.

Vi è poi un errore catastrofico nel metodo: la legge elettorale disegna le regole del gioco democratico, valide per tutti. Definisce l’essenza della rappresentanza, il modo con il quale i cittadini affidano ai propri rappresentanti l’esercizio della “volontà popolare”. Ha indubbia rilevanza costituzionale. Ebbene, se queste regole vengono decise da chi è espressione di circa il 20% degli elettori (è la condizione attuale), si consuma sostanzialmente un arbitrio.

Ci ricordiamo le violentissime critiche espresse in quest’aula, penso anche a molti attuali colleghi del Pd, dinanzi alla scelta di Berlusconi di approvare il Porcellum a colpi di maggioranza? Ora il governo fa la stessa cosa. Anzi fa peggio, vista la ferita inferta a questa Camera con il voto di fiducia. Fino a che punto è possibile pensare che la doppia morale non danneggi indelebilmente, dopo la libertà del Parlamento, la credibilità del Partito Democratico?

Approvare una legge elettorale con questi contenuti e senza un ampio consenso è un errore gravissimo. Un elemento che dovrebbe essere unificante è massimamente divisivo, e sarà giusto proporre l’abrogazione delle norme che riconsegnano ai capi dei partiti la nomina dei deputati.

Questo Parlamento avrebbe potuto chiudere la questione della rappresentanza democratica e delle regole del gioco. Invece – se approverà questa legge – la sta drammaticamente riaprendo. Per queste ragioni il mio voto non può che essere contrario.