29 luglio 2015

Letta: insegnerò l’antidoto a House of cards

Letta_intervista

da La Repubblica del 24 luglio 2015

PER  LUNGHI anni è stato soprannominato “il nipote”. Il nipote di Gianni Letta. Non bastava che avesse bruciato tutte le tappe e che fosse il più giovane ministro della Repubblica, a 32 anni. Né bastava che Nino Andreatta gli volesse bene come a un figlio. Né che Prodi lo stimasse al punto da volerlo sottosegretario a Palazzo Chigi, quando tutti i partiti si erano spartiti tutto e a Enrico pensavano semplicemente di farlo fuori.  Restava il “nipote”.

Poi nel 2013 del post Monti, quando il Pd di Bersani alle politiche fu il miglior perdente, Enrico Letta si rivelò prezioso. Una  riserva della Repubblica, giovane riserva ma esperta, “il ragazzo più vegliardo della sua generazione”. Il cattolico democratico con tutte le carte in regola per andare a Palazzo Chigi non facendo perdere la faccia a un centrosinistra che aveva saputo solo imbarcare acqua, a cominciare dal penoso sgambetto a Prodi per il Quirinale.

Ironia involontaria ieri, nel giorno in cui Enrico Letta si è dimesso da parlamentare, il richiamo all’unità del Pd e alla lealtà fatto da Ettore Rosato, il capogruppo dem a Montecitorio. Con Letta il Pd è stato sleale, facendolo fuori nel febbraio del 2014. Renzi lo ha defenestrato ed è andato lui a Palazzo Chigi. Più delle parole basta un’immagine: il passaggio della campanella tra Letta e Renzi. Il grande gelo.

Va ora a insegnare a Parigi, a SciencePo, affari internazionali. Poiché dalla politica però, ha detto, non ci si dimette essendo una passione, ha già impiantato a Roma, via Sant’Andrea della Valle, una Scuola di politiche che sarà coordinata dal lettiano Marco Meloni. Primo corso a novembre, 570 le domande di iscrizione, in 100 hanno superato la selezione. Letta ha annunciato: insegnerò l’antidoto a House of cards, lo sceneggiato Usa per cui va matto Renzi.