1 aprile 2016

Da Renzi gravissimo errore di valutazione, necessaria maggiore vigilanza

Fonte: quotidiano.net

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commette un gravissimo errore di valutazione quando afferma che le dimissioni del ministro Guidi siano dipese unicamente dalla ‘inopportunità’ di una telefonata.

È del tutto evidente che in questa vicenda ciò che rileva è che un ministro della Repubblica abbia presentato un emendamento il cui contenuto era legato all’attività imprenditoriale del proprio compagno.

Per di più, la norma è stata inserita in un maxi-emendamento sul quale il governo Renzi ha posto la questione di fiducia. Sono queste le ragioni per cui le immediate dimissioni del ministro erano da considerare assolutamente inevitabili, e non certo una concessione o un segnale di decoro istituzionale.

A questo proposito, con riferimento all’improvvido paragone con chi lo ha preceduto, le parole di Renzi contengono un indubbio elemento di verità: i tempi sono cambiati. Ad esempio, una differenza evidente tra il governo Renzi e quello che lo ha preceduto sta nel fatto che mai un componente dell’esecutivo presieduto da Enrico Letta ha favorito o determinato l’approvazione di una norma connessa a un interesse proprio o di propri familiari o congiunti. In effetti non si tratta di una differenza da poco.

Mi auguro che il presidente del consiglio e la ministra Boschi colgano da questo episodio la necessità di agire con umiltà e rigore per assicurare una maggiore vigilanza circa conflitti di interessi di questa natura