21 aprile 2016

FOIA: dal Parlamento un contributo decisivo, ora governo migliori il testo

Nel programma del PD per le elezioni 2013 avevamo preso l’impegno, in caso di approdo al governo, di adottare un provvedimento analogo al Freedom Of Information Act (FOIA) per assicurare ai cittadini il pieno diritto alla consultazione on line di tutti i documenti della Pubblica Amministrazione, all’insegna della massima trasparenza a tutti i livelli istituzionali e amministrativi. Un atto necessario per la trasparenza e per colmare il gap digitale della PA.

La legge-delega sulla PA ha previsto l’introduzione del FOIA in Italia. La prima versione del decreto legislativo approvata dal Consiglio dei ministri è sembrato rivolto più all’inserimento nell’ordinamento di norme di principio che che alla effettiva attuazione dei principi della trasparenza e dell’accesso. Lo hanno affermato sia associazioni e osservatori che avevano partecipato alla consultazione pubblica che attivai nel 2013 per stilare il programma del PD, sia il Consiglio di Stato.

Oggi possiamo dire che in Commissione Affari Costituzionali, nel parere sul decreto, abbiamo fatto tesoro di quelle critiche: chiedere al Governo, tra l’altro, di prevedere uno stretto collegamento con ANAC, di rendere gratuita la fornitura di copie digitali dei documenti richiesti, di evitare di costringere il cittadino a chiedere documenti con la precisione classificatoria di un archivista, di rivedere i tempi entro cui rispondere alle domande e di diminuire le possibilità di diniego, significa promuovere l’approvazione di un FOIA di nome e di fatto. Si tratterebbe di un decisivo passo per una effettiva cultura della trasparenza come diritto dei cittadini e non come concessione dell’amministrazione. Il mio auspicio è dunque che il Governo accetti integralmente la posizione espressa dal Parlamento, così da poter dimostrare che insieme e armonicamente – Partito Democratico, governo e maggioranza parlamentare – siamo capaci di rispondere coi fatti alla richiesta di trasparenza e di maggiori diritti da parte dei cittadini, veri antidoti all’antipolitica e al populismo.