Il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, rifiuta come «fuori luogo» ogni parallelo tra la candidatura di Piero Grasso e la vicenda di Antonio Ingroia: Ingroia, dice, ha fatto un «uso strumentale insopportabile» di una inchiesta per sfruttarne la popolarità in chiave elettorale, Grasso «ha lavorato sino all’ultimo giorno senza cercare visibilità» ed oggi «è del tutto naturale che il suo impegno venga traslato nell’impegno parlamentare». La candidatura del procuratore nazionale antimafia è «solo il primo segnale» dell’impegno contro l’illegalità. Una delle bandiere della campagna elettorale nella quale il Pd avrà in Monti «un concorrente» mentre «l’avversario è Berlusconi».





