4 giugno 2009

VOTIAMO PD, VOTIAMO I CANDIDATI SARDI

Votiamo per il rinnovo del Parlamento europeo. La destra non parla di Europa, perché è naturalmente antieuropeista, e non può ricordare di essere stata contraria all’ingresso nell’Euro, scelta che avrebbe condannato l’Italia al fallimento economico e all’insignificanza politica. Un esito a cui prova comunque a spingerci questo Governo, col presidente del Consiglio ormai ridicolizzato in tutto il mondo per la sua condotta. Non parliamo di morale individuale, ma di morale pubblica: mai una parola di verità su nulla ma la menzogna come pane quotidiano, una legge per il Principe e una per il popolo, divieto di critica, libertà di corrompere i giudici, aerei di Stato e risorse pubbliche usate a fini privati. Questo, non altro, scandalizza e indigna l’opinione pubblica mondiale. Dietro questo polverone, un Governo che, unico al mondo, non fa nulla contro la crisi. E un Governo che danneggia enormemente la Sardegna: promesse elettorali tradite, dal G8, alla chimica, ai centinaia di milioni di euro di Fondi FAS sottratti con destrezza alla Regione, ai dubbi sull’ubicazione delle centrali nucleari, al mancato seggio a Strasburgo. Ecco quanto la formidabile accoppiata Berlusconi – Cappellacci è riuscita a fare, nei suoi primi 100 giorni, per la Sardegna.

La migliore risposta al trattamento riservato da questo Governo alla Sardegna e all’Italia è votare PD. Votare PD vuol dire non solo pronunciare un forte NO a questo centrodestra, ma dire tre importanti SÌ: un SÌ alle nostre proposte, che trovate qui accanto. Un SÌ al PD, un partito che ha dimostrato non solo di essere l’unica opposizione credibile ma anche di avere le idee migliori per il rilancio dell’Italia. Un Sì ai candidati sardi del PD, Francesca Barracciu e Bruno Dettori, per avere nuovamente una rappresentanza competente nelle Istituzioni comunitarie, dove si assumono moltissime decisioni che incidono sulla nostra vita quotidiana e sulle risorse a disposizione della nostra Regione.

29 maggio 2009

Maggioranza e opposizione, primo accordo: per la chimica azioni concrete dalla Regione. La soddisfazione dei consiglieri del PD.

C’è un legame, tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale. Legame chimico, forte e importante, e la forza di attrazione è proprio la chimica. La situazione drammatica del settore in Sardegna. Non si spiega altrimenti la risoluzione con cui la commissione Industria in via Roma impegna la Giunta di Ugo Cappellacci a muoversi in maniera attiva nei confronti del governo nazionale e dell’Eni: sottoscritta all’unanimità, tanto dai componenti del centrodestra quanto da quelli del centrosinistra. È il messaggio che conta: tutto indirizzato alla squadra di viale Trento, in maniera inequivocabile. Il documento contiene tutte le richieste su quanto invece presidente e assessori si ostinano ad attendere da Roma.
Soddisfazione tra i consiglieri della minoranza: «La maggioranza ha accolto tutte le proposte avanzate dal Partito Democratico, rivolte in particolare a richiamare Governo e Eni ad affermare in termini chiari e inequivocabili come intendano far ripartire gli investimenti negli stabilimenti sardi ed evitare così che l’intero comparto vada al tracollo. Abbiamo chiesto fatti concreti e immediati». È il momento di cambiare registro, dicono gli esponenti dell’opposizione: «Dopo le vane promesse elettorali, le parole e le promesse di Cappellacci e le sconfortanti dichiarazioni dell’assessore Farris, evidentemente ora anche la maggioranza in Consiglio regionale ha compreso che è giunta l’ora di risposte chiare. Lo sciopero generale indetto per il prossimo 24 giugno è l’ultimo appello. Ci auguriamo che la Giunta regionale abbia finalmente compreso che è necessario attivarsi perché prima di quella data il Governo e l’Eni assumano decisioni capaci di invertire la rotta, e non più impegni e promesse senza fondamento».